Il muscolo è un organo la cui funzione è quella di contrarsi e di rilasciarsi. I muscoli
del corpo umano sono circa 650 e si suddividono in tre tipi:
· i muscoli dello scheletro (muscoli volontari) che consentono di muovere a comando
la testa, gli arti, la colonna vertebrale: sono muscoli del tipo "striato";
· i muscoli dei visceri (muscoli involontari) che controllano i movimenti delle pareti
degli organi interni quali stomaco, intestino, vasi sanguigni, occhi: sono muscoli del tipo
"liscio";
· il muscolo cardiaco (muscolo involontario) che con le sue contrazioni fa funzionare
il cuore come una pompa: è del tipo striato come i primi, ma di struttura particolare
ed unica.
Nel corpo umano ci sono circa 620 muscoli volontari che hanno diverse forme e dimensioni.
Alcuni sono corti e piccoli, altri larghi e piatti, altri ancora lunghi e fusiformi: ciascuno
ha la struttura, la forma e le dimensioni più adatte per svolgere il proprio lavoro.
Ogni muscolo svolge una precisa funzione, se considerato singolarmente, ma, se si contrae
insieme con altri muscoli per realizzare un certo movimento, può di volta in volta essere
il protagonista principale di quel movimento (funzione agonista) o può tendere a fermarlo
(funzione antagonista), oppure partecipare attivamente, al pari di altri muscoli, a realizzare
un movimento complesso (funzione sinergica).
Nel muscolo sono mescolati tre tipi fondamentali di fibre e, nell'uomo, quasi in proporzioni
uguali. L'allenamento e l'attività fisica possono variare la percentuale di ogni tipo e questo
è uno degli obiettivi principali dell'allenamento. Per sviluppare i muscoli coinvolti negli
scatti, ad esempio, ci si deve allenare facendo gli sprint. Eseguire lo squat pesante non
sarà certo utile ad un atleta maratoneta che non necessità di forza e volume muscolare ma
ricerca la resistenza.
TipoI: le fibre a contrazione lenta (fibre rosse) sono resistenti all'affaticamento
e ricche di enzimi ossidativi, che permettono attività lente, continue e prolungate, hanno
un'alta capacità aerobica, e quindi resistenza alla fatica. Sono fibre che crescono con
difficoltà e aumentano di poco la forza; richiedono 1 o 2 minuti di recupero per ripetere
l'esercizio.
TipoII: Le fibre a contrazione rapida (fibre bianche), si stancano facilmente
(richiedono 3-5 minuti di recupero per ripetere l'esercizio), ma sono ancora più ricche di
enzimi ossidativi; sono fibre che sviluppano velocemente massa e forza, sono le fibre ideali
per il bodybuilder easygainer. Vengono suddivise in due sottogruppi: tipo IIa e tipo IIb.
Le fibre del tipo IIa sono dette a contrazione rapida ossidante, perché hanno un maggior
quantitativo di mitocondri; le fibre del tipo IIb sono dette a contrazione rapida
glicolitica. Tuttavia le fibre del tipo IIa non hanno la stessa capacità aerobica delle
fibre a contrazione lenta.
Per quanto riguarda la distribuzione dei due tipi di fibre valgono le due considerazioni
seguenti. La prima è che in ogni individuo la distribuzione delle fibre lente e di quelle
rapide è diversa nei diversi muscoli; per esempio, il rapporto tra i due tipi di fibre è
diverso fra bicipiti e quadricipiti come pure fra deltoidi e tricipiti. La seconda è che
nello stesso muscolo di diversi individui è molto probabile un diverso contenuto percentuale
dei due tipi di fibre; una persona può avere un'alta percentuale di fibre di tipo II nei
quadricipiti, e un'altra può averne uno scarso contenuto. A titolo indicativo, atleti di
potenza come i sollevatori di pesi hanno il 60-90"% di fibre a contrazione rapida nei muscoli
che sono maggiormente utilizzati nello svolgimento del loro sport. Invece, atleti di resistenza
come i fondisti hanno probabilmente il 60-90% di fibre muscolari a contrazione lenta nei loro
muscoli più sollecitati.
In linea di massima, sono muscoli bianchi: dorsali, retti femorali, gastrocnemi, glutei,
tricipiti, retto addome e brachiali; sono muscoli rossi: deltoidi, pettorali, bicipiti,
piccolo-grande rotondo, sottospinato, trapezi vasti mediali e laterali del quadricipite
e soleo.
Le cellule muscolari, siano esse del tipo a contrazione lenta che quelle del tipo a contrazione
rapida, si contraggono sempre con lo stesso meccanismo; anche se le fibre di tipo II si
contraggono più rapidamente di quelle di tipo I. I muscoli sono costituiti da molte fibre
muscolari singole.
Guardando una fibra muscolare al microscopio, si osserva che essa è
costituita da moltissimi elementi ripetitivi, chiamati sarcomeri. Inoltre, lungo tutta
la fibra muscolare ci sono catene di proteine chiamate miofibrille. In una miofibrilla
ci sono numerose proteine, ma le uniche importanti nel processo di contrazione di un muscolo
sono le proteine actina e miosina, conosciute anche come le proteine contrattili.
Perché avvenga la contrazione di un muscolo, è necessario che ci sia un quantitativo sufficiente
di ATP in prossimità delle proteine actina e miosina, e che ci sia un comando dal sistema nervoso
centrale. Quando questi due fattori sono presenti, le sottili estremità (teste) della miosina si
attaccano all'actina, formando un ponte incrociato actina-miosina. Il processo è definito teoria
dei filamenti scorrevoli.
L'energia dell'ATP fa sì che le estremità della miosina ruotino verso il centro del sarcomero,
trascinando il filamento dell'actina ad esse attaccato, in modo tale che l'actina scorre verso
l'interno, verso il centro del sarcomero. Questo processo fa sì che ciascun sarcomero si accorci,
lungo tutto il muscolo; poiché tutti i sarcomeri si accorciano nello stesso istante, si
verificherà una riduzione della lunghezza dell'intera fibra muscolare.

Quando molte fibre si accorciano, si ha una contrazione muscolare; questa consiste, dunque,
nell'accorciamento simultaneo di un elevato numero di fibre dello stesso muscolo. Anche se la
singola fibra si accorcia quando si contrae, la contrazione muscolare non sempre comporta
l'accorciamento dell'intero muscolo. Una contrazione concentrica è quella che comporta
l'accorciamento del muscolo; una contrazione eccentrica è quella che avviene quando la
resistenza è maggiore della forza sviluppata, e quindi il muscolo in effetti si allunga;
una contrazione isometrica è la contrazione delle singole fibre, senza modifiche della
lunghezza dell'intero muscolo. Quando una fibra muscolare si accorcia, essa esercita una forza.
Poiché i muscoli dello scheletro funzionano secondo il criterio del "tutto o niente", quando una
singola fibra si accorcia, essa genera la massima forza di cui è capace, ovvero non è in grado
di dosare la forza di contrazione (come, invece, avviene nel muscolo cardiaco). L'entità della
forza prodotta durante la contrazione di un muscolo, dipende da due fattori:
1)la dimensione delle singole fibre (una fibra è tanto più forte quanto più è grande);
2) il numero di fibre muscolari che si contraggono simultaneamente.
La forza generata dalla contrazione muscolare è legata anche alla velocità del movimento
intorno all'articolazione ed alla lunghezza iniziale del "ventre" del muscolo. La relazione
forza-velocità è tale che quanto più veloce è il movimento tanto più bassa sarà la forza
generata dal muscolo in contrazione. Per esempio, il bicipite sviluppa una maggiore forza
durante la contrazione se la velocità di rotazione attorno al gomito è di 60 gradi al secondo,
di quanta ne sviluppa se la velocità è di 180 gradi al secondo. La relazione forza-lunghezza
indica che un muscolo genera la forza massima quando inizia a contrarsi ad una lunghezza pari
a 1,2 volte la lunghezza a riposo. Questo spiega perché alcuni atleti come i giocatori di
baseball o di golf, eseguono alcuni leggeri esercizi di stretching prima di iniziare i movimenti
oscillanti.
La forza generata da una fibra è proporzionale alla sua sezione: una fibra larga esercita una
forza maggiore di una fibra stretta. Inoltre, la forza esercitata da un muscolo di una
determinata sezione è la stessa sia se il muscolo appartiene ad un uomo sia se esso appartiene
ad una donna. Gli uomini sono generalmente più forti perché hanno una maggiore quantità di
tessuto muscolare.
In ogni muscolo, le fibre sono stimolate singolarmente o a gruppi. L'insieme del nervo
(collegato al midollo spinale) e delle fibre muscolari da esso stimolate è chiamato unità motrice.
Le unità motrici hanno diverse dimensioni. Ci sono unità motrici nelle quali il nervo stimola
solo 5-10 fibre; a queste sono associati movimenti piccoli, delicati come muovere gli occhi,
battere le palpebre, dipingere. Ma ci sono anche unità motrici che consistono di un nervo e di
500-1000 fibre; queste sono chiamate in causa quando si svolgono attività come sollevamento pesi,
gioco del calcio, salto.
Indipendentemente dalla loro dimensione, le unità motrici sono costituite da fibre di tipo I
e da fibre di tipo II. Quando le fibre di una unità motrice si contraggono, tutte le fibre
muscolari di questa unità si contraggono insieme, ed inoltre sviluppando la massima forza
(tutto o niente); la forza totale sviluppata dipende da quante unità motrici si contraggono
simultaneamente.