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Quando si parla di “cuffia dei
rotatori” si fa riferimento al sistema muscolo-tendineo più importante della
spalla; gli elementi anatomici che partecipano a questa struttura
stabilizzatrice sono: piccolo rotondo, sottoscapolare, sottospinoso,
sovraspinoso. L’insieme di questi muscoli-tendini svolge 2 azioni importanti:
1) stabilizzano l’arto superiore
al cingolo scapolo omerale, cioè centrano la testa dell’omero nella cavità
glenoidea della scapola (articolazione scapolo-omerale);
2) i muscoli della “cuffia dei
rotatori” insieme all’azione del muscolo deltoide, permettono i movimenti di
abduzione (allontanamento del braccio dal tronco su un asse verticale) e
rotazione dell’articolazione scapolo-omerale.

La spalla nello sportivo è una delle sedi più frequenti di
sindrome da sovraccarico funzionale; colpisce prevalentemente quegli
atleti la cui disciplina sportiva implica l’uso intenso o ripetitivo dell’arto
superiore, in particolare, nel nostro caso, quelle in cui il “lancio”
rappresenta il gesto tecnico caratteristico: lancio del giavellotto, baseball,
nuoto, canottaggio, sollevamento pesi, ginnastica, lotta, tennis. La patologia
inserzionale della cuffia dei rotatori va inquadrata all’interno della sindrome
da impingement o del conflitto anteriore. Il dolore incidente che ne consegue è
il risultato di usura muscolotendinea o impingement dei tendini compressi tra
l’estremità omerale e l’arco coracoacromiale.
Il fatto che l’impingement si produca non implica necessariamente che lo spazio che contiene
le strutture sia insufficiente. Piuttosto, la maggior parte dei casi di
sindrome da impingement sono semplicemente il risultato di insufficienza dei
muscoli stabilizzatori della spalla, che sposta l’estremità omerale quando il
braccio si muove. Come nel caso delle altre sindromi da usura, una volta
presente, il dolore può essere la causa di ulteriore deterioramento della
funzione del muscolo.
Tipicamente
colpisce gli atleti meno giovani (25-40 anni) e si manifesta con un dolore
intenso e persistente alla spalla. Il dolore può non essere ben localizzato
alla cuffia dei rotatori, ma piuttosto riferito all’area laterale del braccio
(inserzione del deltoide). Come nel caso di altre sindromi da sovraccarico
funzionale si assiste soventemente ad una progressione dei sintomi. Dapprima il
dolore si manifesta in forma minima dopo l’attività. In seguito si manifesterà
durante l’attività atletica, fino a divenire persistente e violento, presente
anche durante le normali attività quotidiane. Nel modo caratteristico,
comunque, il dolore è collegato all’attività (incidente), recede con il riposo,
viene elicitato in maniera elettiva
nel
movimento di abduzione e nell’elevazione dell’omero, presenta frequentemente
delle esacerbazioni notturne, che impediscono di dormire sul lato leso.
All’esame obiettivo si rileva, nella fase di stato, una notevole limitazione
funzionale articolare della spalla per riflesso antalgico, soprattutto
dell’abduzione (specie oltre i 45°), dell’intra ed extrarotazione, che forzate
risvegliano il dolore: talora la rigidità articolare è assoluta. Si rileva
dolore alla pressione sulla regione subacromiale posteriore, e delle aree di
iperalgesia sull’unità muscolo-tendinea compromessa. Con lo spasmo del trapezio,
il cingolo scapolare si potrà presentare sollevato in modo anormale; più
frequentemente sarà depresso e abbassato (caduto). Potranno essere presenti
segni di instabilità gleno-omerale: limitazione della motilità, modelli
anormali di movimento gleno-omerale, dolore e crepitamento con il movimento,
atrofia e debolezza muscolare.
L’esame obiettivo dovrà ricercare
anche i segni del conflitto (test di Neer- elevazione passiva del braccio del
paziente, in rotazione interna, mentre con una mano si impedisce l’elevazione
del moncone della spalla-, e di Hawkins- abbassamento passivo dell’avambraccio,
mentre il braccio è tenuto elevato a 90° e il gomito flesso a 90°) e
approfondire lo studio dei tendini della cuffia (manovra di Jobbe, per il
sovraspinoso - movimento di abduzione contro resistenza con arto sup. abdotto a
90°, anteposto di 30° e intraruotato di 90° -, e di Patte, per il sottospinoso-
movimento di rotazione esterna contro resistenza, eseguita in maniera
comparativa); fondamentale, per autorizzare la diagnosi della sindrome del
conflitto, è che la motilità passiva (da ricercare sempre a paziente supino)
sia normale. Se esiste una limitazione dei movimenti passivi, non si deve
parlare di conflitto ma piuttosto di capsulite retrattile o di “spalla congelata”.
L’iter diagnostico può essere completato da un esame radiografico, ecografico e
dall’ausilio dell’artrotomografia computerizzata e della RMN. La diagnosi
differenziale, nello sportivo, va posta principalmente con una
sindrome dolorosa miofasciale da punti
triggers a carico di uno dei gruppi muscolari che può dare dolore riferito
alla spalla ( sternocleidomastoideo, scaleno anteriore, trapezio, deltoide,
gran pettorale); con la sindrome dello
sbocco (outlet) toracico dovuta alla compressione del fascio neurovascolare
brachiale; con dolori di origine
cervicale; con artropatie della
glenomerale; con dolori irradiantesi
dal gomito (ad es.: epicondilite) o dalle estremità (ad es.: sindrome del
tunnel carpale). L’esecuzione di tests neurologici, di un accurato esame
muscolare ed elettromiografico, accanto alle precedenti indicazioni, può
dirimere il dubbio nella maggioranza dei quadri.
Esercizi per stabilizzare e rafforzare la cuffia
dei rotatori
Nei giorni di non allenamento ed in particolare i giorni che precedono l'allenamento
delle spalle, eseguire questi esercizi con dei pesi simbolici 2Kg max 4Kg, non è essenziale
sollevare un maggior peso ma compiere l'esercizio in maniera corretta senza danneggiare
il delicato sistema muscolo-connettivale rappresentato dalla cuffia dei rotatori.
ROTAZIONE ESTERNA: 2 serie per 12-15 ripetizioni,
lente e controllate!
INIZIO
FINE
si può eseguire anche ai cavi ma mi raccomando di usare un peso minimo pochi Kg
INIZIO
FINE
ROTAZIONE INTERNA:2 serie per 12-15 ripetizioni,
lente e controllate!
INIZIO
FINE
si può eseguire anche ai cavi ma mi raccomando di usare un peso minimo pochi Kg
INIZIO
FINE
Se periodicamente si eseguiranno questi semplici esercizi le vostre spalle saranno sempre ben
protette da eventuali infortuni dovuti ad una cattiva stabilizzazione della cuffia dei rotatori
Bibbliografia:
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- http://www.mednets.com/physio.htm le immagini degli esercizi per la cuffia dei rotatori
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