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INDICE DI SAZIETA' |
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Si parla tanto di Calorie, delle diete più strane e fantasiose per
perdere grasso e mantenere o aumentare la massa magra, ma non tutti danno il
giusto peso alla qualità psichica del cibo. Mi spiego meglio perché “qualità psichica” non vuol dire nulla di per se, ma se parlo di “satisfaction”? ancora nulla vero! Allora sarò completamente esplicito e
chiaro: conoscete benissimo i sacrifici e le tentazioni di una dieta fatta per
smaltire la massa grassa, e spesso l’appetito è il
nostro peggior nemico, non riusciamo a sentirci sazi eppure soddisfare questa
esigenza è possibilissimo, importante è conoscere il concetto di “INDICE DI
SAZIETA’ ”, perché molti ignorano che dei cibi a parità calorica ci faranno
sentire più o meno sazi. La fame e la sazietà sono risposte
neurologiche controllate dall’ipotalamo, una parte del nostro cervello che
secerne importanti sostanze “neurormoni”.
Nell’ipotalamo esistono aree che sono state indicate come centri nervosi della
sazietà e della fame (e della sete…). Le cellule che compongono l’area del
centro della sazietà sono dei chemocettori
(o meglio dei glucostati): la loro attività più che
dal fattore glicemia in sé, dalla velocità con cui essi utilizzano il glicide
stesso e di cui è espressione la differenza arterovenosa in glucosio. Si
ritiene pertanto che quando il soggetto è sazio i glucostati
del centro della sazietà inibiscano un altro centro, detto della fame, ubicato
più lateralmente. Il comportamento alimentare è sicuramente modulato anche da neuropeptidi. CCK, calcitonina e glucagone sono considerati
fattori di sazietà poiché riducono l’assunzione del cibo. La beta-endorfina è
invece implicata in stati di aumentata ingestione di
alimenti: la sua concentrazione è alta in ratti geneticamente obesi; il digiuno
ne provoca una diminuzione. Per semplicità si può dire che quando ingeriamo del
cibo i nervi dello stomaco trasmettono impulsi differenti e l’ipotalamo li
traduce come messaggio “stomaco pieno”,
allora rilascia delle sostanze necessarie per dare il comando “stop
mangiare”. Proprio come il prezioso Indice Glicemico,
conoscere l’indice di sazietà degli alimenti ci permette di
stilare dei piani nutrizionali senza lo stress che spesso segue una
manipolazione calorica. Il Satiety Index (indice di sazietà) è stato sviluppato in una ricerca
scientifica condotta dal team di Holt e Brand-Miller presso
l’Università di Sydney, che nel 1996 ha pubblicato una lista con l’Indice
Glicemico di 600 cibi; solo 38 cibi sono stati testati per valutare il loro
indice di sazietà, in previsione ad un adeguato trattamento per l’obesità. Holt, et al hanno diviso i 38
cibi in 6 categorie (frutta, prodotti al forno, snack, cereali ricchi di carbo, cibi iperproteici e cereali da colazione). Questi
cibi suddivisi in porzioni con identico apporto calorico (240Cal) sono state proposte separatamente ad un gruppo di soggetti. Il
senso di Sazietà è stato misurato valutando le sensazioni di “sazietà”
descritte dai soggetti rispetto ad un gruppo di controllo. In base ai risultati
registrati si è stilata una tabella con cibo testato e relativo Indice di
Sazietà prendendo come riferimento il pane bianco. Cibi e loro INDICE DI SAZIETA' Prodotti al forno Croissant
47% Snacks Mars baretta 70% Cereali ricchi di carboidrati Pane Bianco Pasta di semola Pane integrale Pasta integrale 100% Cibi ricchi di proteine Lenticchie 133% Breakfast food Muesli 100% Frutta Banane 118% This table was adapted by Rick Mendosa from Holt, et al. Da
ciò si può dedurre come certi cibi siano più “sazianti” (patate bollite=carbo amidacei) rispetto ad altri (patatine fritte= cibo grasso) References
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