Germe di grano una preziosa fonte naturale di vitamina E

 

L'olio di germe di grano contiene come principali componenti la vitamina E (essenzialmente, come alfa-tocoferolo); l'octacosanolo, un alcool lipidico a lunga catena; acidi grassi polinsaturi, rappresentati per il 55-60% da acido linoleico. Nel germe di grano sarebbe anche stato identificato un composto ad attività inibente l'amilasi salivare.
Le attività biologiche ed i più noti impieghi clinici descritti per l'olio di germe di grano sono da riferire al suo contenuto in vitamina E. La vitamina E è stata scoperta nel 1922 proprio nel germe di grano, ma è stata riconosciuta essenziale per l'uomo soltanto nel 1959.
La vitamina E è presente in natura come -tocoferolo; anche altri tocoferoli naturali si comportano come vitamine E, ma la loro attività biologica è minore. L' alfa-tocoferolo è un olio liquido di colore giallo pallido, insolubile in acqua, stabile al calore e agli alcali, ma sensibile ai raggi UV e agli agenti ossidanti.
Nell'organismo umano la vitamina E si comporta come un potente antiossidante impedendo l'ossidazione di sostanze fortemente insature; per questo esercita una azione di risparmio nei confronti della vitamina A, degli acidi grassi poliinsaturi e della vitamina C. La vitamina E interviene anche nel metabolismo degli acidi nucleici e in diversi sistemi enzimatici basati su reazioni di ossidoriduzione (chinone-idrochinone, citocromi, etc).
Un supplemento dietetico di vitamina E è oggi raccomandato da molti AA, non solo per integrare eventuali carenze di vitamina nella dieta, ma anche per esercitare effetti benefici sull'organismo che vanno al di là degli usi classici della vitamina. L'assunzione giornaliera di vitamina E riduce l'ossidazione ed il potenziale aterogeno delle lipoproteine, inibisce l'aggregazione e l'adesione delle piastrine alla placca aterosclerotica e potenzia le difese immunitarie.
La vitamina E è caratterizzata da una forte attività antiossidante e, soprattutto, mantiene efficienti le reazioni di ossidoriduzione che inattivano i radicali liberi. I radicali liberi ("reactive oxygen species" o ROS) sono composti chimici altamente reattivi, che possono danneggiare o inattivare molecole di importanza biologica e compromettere la funzionalità di diversi organi o tessuti. I ROS sono coinvolti nella fisiopatologia di molte patologie nell'uomo e, pertanto, una terapia antiossidante trova un razionale in molti settori terapeutici.
In condizioni normali, i ROS formatisi nel corso di reazioni biochimiche o in risposta a stimoli esterni, sono inattivati da specifici enzimi e sistemi antiossidanti, specificamente deputati al controllo dello stato ossidativo dell'organismo. Dati sperimentali e clinici suggeriscono che uno stress ossidativo, conseguenza di una sbilanciamento fra produzione di ROS e sistemi antiossidanti, può rappresentare la base fisiopatogenetica di molte malattie acute e croniche.
Attività sportiva ed esercizi fisici prolungati. Nell'attività sportiva può risultare utile l'apporto dell'octacosanolo. Questo alcool a lunga catena possiede proprietà ergogeniche ed aumenta le capacità di lavoro degli animali da esperimento. Il meccanismo di azione non è noto, ma ricerche di farmacocinetica hanno dimostrato che l'octacosanolo somministrato per os si localizza selettivamente nel tessuto adiposo bruno, dove potrebbe in qualche modo stimolare la lipidosintesi e liberare acidi grassi per il tessuto muscolare370. E' da notare però che, se lo studio viene ripetuto nell'animale allenato, il tessuto di accumulo preferenziale dell'octacosanolo è la muscolatura scheletrica, e non più il tessuto adiposo: questo potrebbe indicare che l'octacosanolo agisce solo in presenza di una muscolatura ben allenata ed in soggetti che praticano già attività sportiva, ma non nei soggetti sedentari, e che l'effetto é dovuto ad una aumentata mobilizzazione di acidi grassi all'interno della muscolatura scheletrica. Inoltre, attraverso una serie di effetti combinati su enzimi che regolano il metabolismo lipidico, l'octacosanolo riduce la trigliceridemia, aumenta la concentrazione - e, quindi, la disponibilità periferica - di acidi grassi liberi e, stimolando la lipoproteinlipasi periferica, aumenta l'ingresso di lipidi nella muscolatura scheletrica.
Ma c'è un altro motivo per il quale l'olio di germe di grano può risultare utile nell'attività sportiva. Numerose evidenze sperimentali indicano che i ROS hanno un ruolo importante come mediatori del danno e dell'infiammazione della muscolatura scheletrica dopo un esercizio fisico prolungato. E' stato ipotizzato che la produzione di ROS sia aumentata durante l'esercizio fisico, come risultato del consumo di ossigeno e del flusso di elettroni all'interno del mitocondrio e della conseguente perossidazione lipidica. La letteratura indica come un supplemento di antiossidanti dietetici faciliti la neutralizzazione e l'eliminazione dei perossidi prodotti durante l'esercizo fisico, prevenendo il danneggiamento della struttura muscolare.
La vitamina E rappresenta uno dei principali meccanismi difensivi nei confronti dello stress ossidativo della muscolatura scheletrica, e la somministrazione di vitamina E con la dieta aiuta a prevenire il danno della muscolatura scheletrica operato dai ROS durante un esercizio fisico intenso, suggerendone l'uso negli atleti, nelle condizioni di astenia muscolare (p.e., convalescenze) o nell'anziano le cui capacità di lavoro muscolare siano ridotte. E' da ricordare inoltre che una carenza sperimentale di vitamina E e selenio provoca una degenerazione della muscolatura scheletrica nell'animale.
Altre attività. Il germe di grano è utilizzato anche per la attività riequilibrante del metabolismo lipidico. In una sperimentazione clinica in soggetti con dislipidemia di tipo IIa (ipercolesterolemia) e IIb (ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia), il trattamento con germe di grano ha determinato, dopo 4 settimane, una riduzione del colesterolo totale e del colesterolo VLDL, rispettivamente, del 9 e 20%. Dopo 14 settimane, diventava evidente anche una riduzione dell'11% della trigliceridemia. Inoltre, secondo il Cambridge Heart Antioxidant Study la vitamina E ha un effetto protettivo sulla cardiopatia ischemica per una azione diretta sulla progressione dell'aterosclerosi. Alcuni AA sostengono anche che una interazione fra vitamina E ed acidi grassi poliinsaturi della serie 3 riduce la produzione di fattori proaggreganti piastrinici e vasocostrittori (TxA2 ed endoteline), aumenta quella di sostanze ad azione antiaggregante e vasodilatatoria (PGI2 e nitrossido) e, soprattutto, riduce l'espressione genica di molecole adesive di superficie (selectine P ed E), riducendo la progressione della placca aterosclerotica. Infine, un gruppo di ricercatori giapponesi ha proposto un prodotto basato su fitocomplessi ad attività antiossidante (germe di grano, soia e sesamo) per il trattamento di patologie da loro ritenute conseguente dello stress ossidativo, particolarmente evidente nelle grandi aree metropolitane: la cataratta, la dermatite atopica e l'infertilità maschile. I risultati del loro studio mostrerebbero un miglioramento nel 50% dei pazienti trattati.
Uno schema posologico di 1.200 µg/die di vitamina E è ottimale. Il germe di grano è controindicato nei pazienti con morbo celiaco. Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o altre particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.

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